Domande frequenti su separazione, divorzio, aziende e successioni
Risposte brevi alle domande più comuni. Per il tuo caso serve un colloquio.
Risposte brevi alle domande più comuni. Informazioni generali aggiornate a ottobre 2026.
Quanto dura una separazione consensuale?
Dipende dal percorso scelto e dai carichi dell’ufficio giudiziario. La negoziazione assistita è in genere la più rapida, perché non richiede un’udienza in Tribunale, ma serve comunque il vaglio della Procura. Con ricorso congiunto la durata dipende dalla fissazione dell’udienza e dall’omologazione. Nelle separazioni giudiziali i tempi sono sensibilmente più lunghi. Nessun avvocato può garantire una durata certa: in studio si indica una stima realistica sul caso concreto.
Per separarsi serve per forza un avvocato?
Dipende dal percorso. Nella negoziazione assistita è obbligatoria l’assistenza di almeno un avvocato per parte. Nella separazione giudiziale e nel ricorso al Tribunale è necessaria la difesa tecnica; nel ricorso congiunto i coniugi possono in alcuni casi essere assistiti da un unico avvocato. Davanti all’ufficiale di stato civile l’avvocato è facoltativo, ma in quel percorso sono ammessi solo accordi molto semplici.
Posso separarmi anche se il mio coniuge non vuole?
Sì. Se non c’è accordo si può chiedere la separazione giudiziale: non serve il consenso dell’altro coniuge, basta che la convivenza sia divenuta intollerabile. Il Tribunale deciderà sulle condizioni relative ai figli e ai profili economici.
Devo lasciare la casa familiare quando decido di separarmi?
Non necessariamente, e non è consigliabile farlo senza una valutazione preventiva: l’allontanamento può incidere sull’assegnazione della casa e sui tempi di permanenza con i figli. Prima di decidere è utile un colloquio con l’avvocato per esaminare la situazione concreta.
A chi viene assegnata la casa familiare?
Di regola al genitore con cui i figli continuano a vivere, anche se l’immobile appartiene all’altro genitore, perché il criterio è la tutela dell’interesse dei figli a mantenere il proprio ambiente. Se non ci sono figli, la casa segue le regole sulla proprietà o sul titolo di godimento.
Come si calcola il mantenimento dei figli?
Non esiste una formula automatica. Si considerano le esigenze attuali dei figli, il tenore di vita goduto in famiglia, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi e il valore dei compiti domestici e di cura. Oltre all’assegno periodico si possono prevedere spese straordinarie ripartite in percentuale.
Il mantenimento al coniuge spetta sempre?
No. Spetta, in separazione, al coniuge al quale non sia addebitabile la separazione e che non abbia adeguati redditi propri, e l’importo dipende da redditi, tenore di vita, durata del matrimonio e contributo dato alla famiglia. Dopo il divorzio l’assegno divorzile ha criteri in parte diversi, assistenziali, perequativi e compensativi.
Dopo quanto tempo si può chiedere il divorzio?
Sei mesi dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del Tribunale nella separazione consensuale, dodici mesi se la separazione è stata giudiziale. I termini decorrono dalla prima comparizione, non dalla sentenza o dal decreto di omologazione.
Si possono chiedere insieme separazione e divorzio?
Sì: dopo la riforma Cartabia, in vigore dal 28 febbraio 2023, è possibile proporre nello stesso atto la domanda di separazione e quella di divorzio. La domanda di divorzio diventa procedibile quando decorrono i termini di legge e sono soddisfatte le condizioni previste.
Che cosa succede al mutuo cointestato?
Il mutuo continua a obbligare entrambi i coniugi nei confronti della banca, anche se tra loro stabiliscono che sia uno solo a pagare le rate. Le soluzioni passano da un accordo con l’istituto di credito (accollo, surroga), dalla vendita dell’immobile o da altre soluzioni. Va valutato caso per caso.
Gli accordi di separazione si possono modificare?
Sì, se sopravvengono fatti nuovi che incidono sulla situazione, come la perdita del lavoro, un cambiamento di reddito, nuove esigenze dei figli. La revisione si chiede al Tribunale o si concorda con una nuova negoziazione assistita. Non è consigliabile modificare unilateralmente gli accordi.
Che cos’è l’addebito della separazione?
È la dichiarazione del giudice, nella separazione giudiziale, che la fine della convivenza dipende dalla violazione dei doveri coniugali da parte di uno dei coniugi. Può far perdere il diritto al mantenimento. Richiede la prova del nesso tra la violazione e l’intollerabilità della convivenza.
Quando un’impresa dovrebbe far controllare un contratto da un avvocato?
Prima della firma, soprattutto se il contratto è di durata, di valore rilevante, prevede esclusive, penali, garanzie, limiti di responsabilità o clausole di recesso, oppure se la controparte propone un testo standard con clausole che richiedono approvazione specifica.
Come si recupera un credito commerciale non pagato?
Si parte dall’analisi dei documenti, poi si invia una diffida formale. Se il debitore non paga si valuta il ricorso al decreto ingiuntivo e, ottenuto il titolo esecutivo, l’esecuzione forzata. Prima di agire si valuta anche la solvibilità del debitore.
Che cos’è il decreto ingiuntivo?
È un provvedimento con cui il giudice ordina al debitore di pagare, emesso su ricorso del creditore che dimostri il credito con prove scritte. Il debitore può fare opposizione nei termini di legge; in mancanza il decreto diventa definitivo ed esecutivo.
È meglio la mediazione o la causa?
Per molte materie la mediazione è obbligatoria prima della causa. Anche dove non lo è, può convenire per tempi e costi inferiori e perché lascia alle parti il controllo del risultato. La causa è preferibile quando serve una decisione vincolante su un punto di diritto o quando la controparte non è disponibile a trattare.
Che cosa comprende la consulenza continuativa per un’azienda?
Un confronto periodico con l’avvocato, la revisione dei contratti, la risposta rapida a questioni operative, il monitoraggio di scadenze e controversie. Le condizioni economiche si concordano per iscritto all’inizio.
Quali sono i termini da rispettare dopo la morte di un familiare?
La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi. Per l’accettazione dell’eredità vi sono termini e comportamenti da considerare con cautela, in particolare per chi vuole accettare con beneficio d’inventario o rinunciare. Conviene farsi consigliare prima di compiere atti sui beni del defunto.
Che differenza c’è tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale?
La prima nasce dall’inadempimento di un contratto, la seconda da un fatto illecito che danneggia qualcuno senza un rapporto contrattuale. Cambiano l’onere della prova, i termini di prescrizione (di regola dieci anni e cinque anni) e talvolta l’estensione del risarcimento.
Come si prenota il primo colloquio?
Si può telefonare allo 095 503410, scrivere a ciulla.luciano@gmail.com o compilare il modulo di richiesta nella pagina di prenotazione. Lo studio ricontatta per fissare giorno e ora a Catania, in Corso delle Province 116. Nel modulo è bene non inserire informazioni riservate: i dettagli si danno in studio.
Quanto costa il primo colloquio e come si definisce il compenso?
Il costo del colloquio e del successivo incarico viene comunicato in anticipo. Su richiesta il compenso è indicato in forma scritta, con le informazioni sugli oneri prevedibili dal conferimento dell’incarico alla sua conclusione, secondo i principi di trasparenza dell’ordinamento forense.
Le informazioni che comunico restano riservate?
Sì. L’avvocato è tenuto al segreto professionale su tutto ciò che apprende nell’esercizio dell’attività.
Lo studio si occupa anche di diritto penale o tributario?
No. L’attività dello studio è limitata al diritto civile. Per altre materie viene indicato fin dal primo colloquio che occorre rivolgersi a un altro professionista.
Raccontaci la tua situazione. Ti diciamo che strade esistono.
Su appuntamento a Catania, in Corso delle Province 116. Costi e tempi prevedibili comunicati prima di cominciare.