In breve
- Successioni: eredità, testamenti, quote dei legittimari, accettazione con beneficio d'inventario, divisione ereditaria.
- Famiglia: convivenze, figli nati fuori dal matrimonio, mantenimento dei figli maggiorenni, modifica delle condizioni.
- Responsabilità civile: danni da inadempimento contrattuale e da fatto illecito.
- I termini di legge sono decisivi: una prima valutazione tempestiva evita decadenze.
Successioni ed eredità
La successione si apre con la morte della persona e regola il passaggio dei suoi beni e diritti. Se esiste un testamento, la successione è testamentaria; in mancanza, in tutto o in parte, la legge individua gli eredi (successione legittima) in base ai vincoli di parentela e al coniuge. In presenza di determinati congiunti – coniuge, figli, in loro mancanza ascendenti – la legge riserva loro una quota di eredità che il testamento non può comprimere (legittimari).
Le questioni più frequenti riguardano la forma e la validità del testamento, la lesione della quota di legittima, l’accettazione dell’eredità e la rinuncia, la divisione dei beni tra coeredi, i rapporti con i debiti del defunto. L’accettazione con beneficio d’inventario, in particolare, permette di tenere il patrimonio del defunto separato da quello dell’erede, ma segue regole e termini precisi. La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dall’apertura della successione: è un adempimento fiscale da coordinare con il commercialista.
Prima di agire – accettare tacitamente, vendere un bene, prelevare somme – conviene una valutazione: alcuni comportamenti possono comportare accettazione dell’eredità senza che l’erede se ne renda conto.
Famiglia fuori dal matrimonio e figli
Le coppie non sposate possono avere esigenze simili a quelle dei coniugi. Per i figli nati fuori dal matrimonio valgono le regole di affidamento, collocamento e mantenimento previste per i figli di genitori sposati. Per i conviventi di fatto la legge sulle unioni civili e sulle convivenze riconosce alcuni diritti e consente di regolare i rapporti patrimoniali con un contratto di convivenza.
Rientrano nell’attività dello studio anche le richieste di mantenimento a favore dei figli maggiorenni non autosufficienti, la modifica delle condizioni stabilite con precedenti provvedimenti e gli accordi tra genitori sull’organizzazione della vita dei figli.
Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale
La responsabilità è contrattuale quando il danno deriva dall’inadempimento di un’obbligazione assunta con un contratto; è extracontrattuale quando deriva da un fatto illecito che lede un diritto altrui senza che tra le parti vi fosse un rapporto obbligatorio. La differenza incide sulla prova (nella responsabilità contrattuale al creditore basta provare il titolo e l’inadempimento, spetta al debitore provare la causa non imputabile), sui termini di prescrizione (di regola dieci anni per la contrattuale, cinque per la extracontrattuale) e sull’ampiezza del danno risarcibile.
Il risarcimento può comprendere il danno patrimoniale – perdita subita e mancato guadagno – e, nei casi previsti, il danno non patrimoniale. Il lavoro consiste nell’individuare il fondamento giuridico della pretesa, raccogliere le prove, quantificare il danno e scegliere se agire in via stragiudiziale o in giudizio.
Domande frequenti
Quali sono i termini da rispettare dopo la morte di un familiare?
La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi. Per l’accettazione dell’eredità vi sono termini e comportamenti da considerare con cautela, in particolare per chi vuole accettare con beneficio d’inventario o rinunciare. Conviene farsi consigliare prima di compiere atti sui beni del defunto.
Che differenza c’è tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale?
La prima nasce dall’inadempimento di un contratto, la seconda da un fatto illecito che danneggia qualcuno senza un rapporto contrattuale. Cambiano l’onere della prova, i termini di prescrizione (di regola dieci anni e cinque anni) e talvolta l’estensione del risarcimento.
Come si prenota il primo colloquio?
Si può telefonare allo 095 503410, scrivere a ciulla.luciano@gmail.com o compilare il modulo di richiesta nella pagina di prenotazione. Lo studio ricontatta per fissare giorno e ora a Catania, in Corso delle Province 116. Nel modulo è bene non inserire informazioni riservate: i dettagli si danno in studio.
Quanto costa il primo colloquio e come si definisce il compenso?
Il costo del colloquio e del successivo incarico viene comunicato in anticipo. Su richiesta il compenso è indicato in forma scritta, con le informazioni sugli oneri prevedibili dal conferimento dell’incarico alla sua conclusione, secondo i principi di trasparenza dell’ordinamento forense.